Cantico dei Cantici - Capitolo 1 - La Nuova Diodati 1991
Il Cantico dei Cantici che è di Salomone.
Mi baci con i baci della sua bocca! Poiché il tuo amore è migliore del vino.
Per la fragranza dei tuoi gradevoli olii profumati il tuo nome è un olio profumato versato; per questo ti amano le fanciulle.
Attirami a te! Noi ti correremo dietro. Il re mi ha portato nelle sue camere. Noi gioiremo e ci rallegreremo in te; noi ricorderemo il tuo amore piú del vino. A ragione ti amano.
Io sono nera ma bella, o figlie di Gerusalemme, come le tende di Kedar, come le cortine di Salomone.
Non guardate se son nera, perché il sole mi ha abbronzata. I figli di mia madre si sono adirati con me; mi hanno posto a guardia delle vigne, ma la mia propria vigna non lho custodita.
Dimmi, o tu che il mio cuore ama dove pascoli il gregge e dove lo fai riposare a mezzogiorno. Perché mai dovrei io essere come una donna velata presso le greggi dei tuoi compagni?
Se non lo sai, o la piú bella delle donne, segui le tracce del gregge e fa pascolare le tue caprette presso le tende dei pastori.
Amica mia, io ti assomiglio alla mia cavalla tra i carri del Faraone.
Le tue guance sono belle con ornamenti, e il tuo collo con collane di perle.
Noi faremo per te collane doro con borchie dargento.
Mentre il re siede a mensa, il mio nardo effonde la sua fragranza.
Il mio diletto è per me un sacchetto di mirra; egli riposerà tutta la notte fra le mie mammelle.
Il mio diletto è per me un mazzo di fiori di alcanna nelle vigne di En-ghedi.
Ecco sei bella, amica mia, ecco sei bella! I tuoi occhi sono come quelli delle colombe.
Come sei bello, mio diletto, e anche amabile! Per di più il nostro letto è verdeggiante.
Le travi delle nostre case sono cedri e i nostri soffitti di cipresso.